Spider-Man: un Nuovo Universo – La responsabilità di essere Spider-Man

Spider-Man: un Nuovo Universo (Spider-Man: into the Spider-Verse) è il primo film d’animazione sull’Uomo Ragno a debuttare al cinema, uscito nelle sale statunitensi il 14 dicembre scorso, sarà in programmazione in tutt’Italia dal 25 dicembre.
La pellicola è stata diretta a sei mani da Bob Persichetti (Wallace & Gromit – La maledizione del coniglio mannaro, Il gatto con gli stivali, Il piccolo principe), Peter Ramsey (Le cinque leggende, ma anche Indipendence Day, Godzilla e altri) e Rodney Rothman (Il grande match, 22 Jump Street) e prodotta da Phil Lord el Christopher Miller (Piovono polpette e The LEGO Movie) su una sceneggiatura di Lord e Rothman. Nel cast vocale originale Shameik Moore, Jake Johnson, Hailee Steinfeld, Mahershala Ali, Brian Tyree Henry, Lily Tomlin, Luna Lauren Velez, Zoë Kravitz, John Mulaney, Kimiko Glenn, Nicolas Cage, Kathryn Hahn, Liev Schreiber.

Il film racconta la storia di Miles Morales, un normale ragazzo afro-ispanico di Brooklyn, che sta cercando di adattarsi al college d’élite in cui è recentemente entrato, la Brooklyn Vision Academy, così da vivere all’altezza delle aspettative dei suoi genitori. Il rapporto col padre, a volte difficile (ma quale adolescente va sempre d’amore e d’accordo coi propri genitori?), porta il giovane a confidarsi e chiedere consiglio al giovane zio Aaron, che spesso lo incoraggia a credere di più in sé stesso. Nella New York City dove abita la famiglia Davis/Morales, vive però anche Peter Parker, aka Spider-Man, celebre supereroe che salva periodicamente la città dal baratro, adorato dalla maggior parte dei newyorkesi, in un mood che ricorda molto i film sull’arrampicamuri di Sam Raimi. In una determinata circostanza anche Miles assumerà abilità aracnidi, ma com’era quel vecchio adagio? “Da un grande potere derivano grandi responsabilità”, responsabilità che potrebbero anche schiacciare un teenager che ha avuto i suoi poteri da meno di cinque minuti e che deve già farsi carico di un’eredità che non aveva chiesto. Perché sì, il neo-incontrato mentore di Miles, viene a mancare e durante una delle più gravi crisi che la città di New York abbia mai attraversato. Ma niente paura, morto uno Spidey se ne fa un altro, anzi, altri cinque: cinque Spider-Persone pronte ad aiutare il nostro piccolo Miles nel suo cammino per diventare un supereroe coi fiocchi… o forse no?

Devo confessare che mi sono seduto sulla poltrona del cinema un po’ scettico nei confronti di questo film, principalmente per più ragioni. La prima è il suo argomento principale: versioni alternative di un medesimo personaggio che attraversano i mondi e si incontrano. Un’altra è che credevo che questo si proponesse di portare sullo schermo troppe cose e che non avesse il tempo di farlo in modo approfondito. E l’ultima ha a che fare con l’aggrovigliata storia passata tra Spider-Man e Sony, che dal famigerato Spider-Man 3 di Sam Raimi non riesce a portare sullo schermo un Uomo Ragno davvero convincente (perlomeno non senza l’aiuto dei Marvel Studios). Inutile dire come Spidey mi abbia “ragnatelato” la bocca tutte e tre le volte, ma cominciamo dall’inizio…

Da qualche anno a questa parte, crossover, spin-off, versioni alternative di personaggi già celebri e altri procedimenti di questo tipo, spadroneggiano nel mondo dei comic books americani e, più genericamente, dell’entertainment.
Spider-Man: un Nuovo Universo, segue la falsa premessa di uno di questi, il crossover Spider-Verse, edito negli Stati Uniti da Marvel Comics nel 2014, a cui è ispirato il titolo originale del film (e cioè Into the Spider-Verse). Brevemente, il fumetto vede molteplici versioni dell’Uomo Ragno attaccate dalla famiglia degli Eredi, clan di cacciatori che si ciba della loro energia vitale. Una premessa senza dubbio interessante, ma anche un po’ un’opportunità persa a causa di una gestione troppo superficiale del comic book.
Phil Lord e Rodney Rothman, si sono inoltre ispirati per la loro sceneggiatura, anche ad altre due miniserie, forse meno note, ma con un maggiore approfondimento della psicologia dei personaggi: Spider-Men (2012) e Spider-Men II (2017), che si concentrano sul primo incontro tra Peter Parker e Miles Morales.
L’amalgama di questi ingredienti propri della narrazione cartacea, il bisogno di costruire una storia godibile da tutti, combinati alla creatività degli sceneggiatori, ha portato sullo schermo forse un adattamento cinematografico dell’Uomo Ragno dinamico e fresco.

Ciononostante, la pellicola ha comunque l’arduo compito di raccontare: la genesi e la maturazione di Miles, l’incontro con le altre Spider-Persone e la soluzione alla situazione in cui si trovano i Ragni… e ne è decisamente all’altezza! Il film ha un ritmo e una struttura davvero buoni, non si percepisce alcuna accelerazione nella narrazione degli episodi che sono tutti presentati in modo chiaro e soddisfacente. Niente è lasciato al caso e anche una persona che non abbia la più pallida idea di chi sia Spider-Man, può godersi il film senza farsi troppe domande.
I personaggi presenti nel film hanno ciascuno le loro caratteristiche: sono ben delineati nel comportamento, nei movimenti, nella parlata e nella loro psicologia; a volte sono caricaturali, di questo bisogna darne atto, ma mai ridicoli.
Per di più, ogni Ragno ha un proprio stile che viene rispecchiato dalle mille sfaccettature del film. E infatti sembra come se tutta la storia dei mondi paralleli fosse presa quasi a pretesto dal film per sperimentare diverse soluzioni grafiche.
Miles, Peter e Gwen Stacy abitano allora tre New York dai colori fumettosi, quella di Miles cromaticamente più satura e con un richiamo ai punti Ben-Day caratteristici della pop art di Roy Lichtenstein, quella di Peter più realistica e luminosa e quella di Gwen dalle tinte maggiormente psichedeliche e quasi sfocate, quasi a indicare il mood di ciascuno dei Ragni.

Spider-Man Noir (doppiato in originale da Nicolas Cage) è un Uomo Ragno che nella New York della Grande Depressione degli anni ’30, combatte la malavita criminale e i nazisti, una reinvenzione di Spidey dal piglio decisamente hard boiled tipico dei pulp magazine in cui apparivano i primi antenati dei contemporanei supereroi. Il suo mondo, per la cronaca, è completamente in bianco e nero, come un vecchio film di Humphrey Bogart.
SP//dr è la tuta biomeccanica co-pilotata da Penny Parker, ragazzina asiatico-americana molto kawaii, e da un ragno radioattivo a cui questa è collegata mentalmente. Appartiene a un mondo ispirato agli anime giapponesi, ma se nell’edizione cartacea, SP//dr assomiglia molto a un’unità EVA di Neon Genesis Evangelion, il robot subisce qui un restyling che lo rende molto più “carino” e simile a un Baymax di Big Hero 6 (altro fumetto Marvel adattato in un film d’animazione in computer grafica).
Spider-Ham, o Peter Porker, infine, il più anziano dei Ragni dopo Spider-Man, è un porcellino antropomorfo proveniente da un mondo cartoonesco e slapstick, molto simile a quello dei Looney Tones.

La combinazione di questi fattori grafici è sicuramente una delizia per gli occhi, ma adottando un approccio del genere, si è unito l’utile al dilettevole: se, infatti, i mondi e i personaggi sono molto belli da vedere, è innegabile che l’esplorazione degli universi di provenienza abbia amplificato la caratterizzazione delle Spider-Persone, facendo capire allo spettatore che questi personaggi non sono semplici macchiette sullo schermo, ma hanno un loro background e una loro profondità. I personaggi più credibili e intriganti restano comunque Miles e Peter: i loro dialoghi, le loro interazioni e la dinamica che viene a crearsi tra i due è certamente di grande aiuto all’economia della pellicola. Il loro rapporto inoltre dà spazio a un certo tipo di comicità, tipica a quanto pare di tutti gli Uomini Ragno, intelligente e per niente pretenziosa.

È doveroso aprire una parentesi anche sulla colonna sonora, che è… uh, una vera e propria colonna di questa pellicola.
Sono stati scelti dei brani che rappresentassero quello che un teenager come Miles ascolterebbe, soprattutto in un contesto culturale come quello in cui è cresciuto. Sono pezzi molto adatti alle atmosfere di Brooklyn, ma sono comunque anche tracce organiche allo svolgimento del film, capaci di trasmettere una certa carica emozionale che, combinandosi alle atmosfere visive, abbracciano lo spettatore per condurlo nello Spider-Verse.

Ma Spider-Man: un Nuovo Universo allora è un buon film sull’Uomo Ragno?
Non solo buono, è uno stupefacente film sull’Uomo Ragno: la pellicola emoziona ed è stata concepita come una vera e propria dichiarazione d’amore al Ragno e al suo modo d’essere.
Questo Spider-Man si differenzia da altri adattamenti perché si concentra sulla persecuzione di un modello di eroismo di più ampio respiro, più umano e alla portata di tutti che traspare anche dal connaturato rapporto tra il supereroe, la città di New York e i suoi abitanti.
La pellicola centra quello che è il cuore dei comic books: il fatto che sotto quella maschera possa esserci chiunque, come l’Uomo Ragno, si rialzi imperterrito davanti alle difficoltà della vita, sempre più forte, per fare la cosa giusta. Ed è inaspettatamente anche la dimensione corale della storia che aiuta a perpetrare questo messaggio.
È curioso come in questo film non sia solo Miles a dover capire quale sia la sua strada, districandosi tra supercriminali e aspettative dei suoi amici, ma anche Peter, un uomo adulto che deve rendersi conto di chi è e di che cosa vuole dalla sua vita. La pellicola diventa così un amichevole promemoria anche per il pubblico più maturo, reiterando una situazione molto presente nei fumetti, ma contemporaneamente tabù per l’Uomo Ragno: il rapporto padre/figlio.
Spider-Man: un Nuovo Universo non si configura dunque come una mera operazione commerciale, ma cerca di parlare al cuore del pubblico e lo capirete anche dall’emozionante cameo del leggendario Stan Lee, che però non vi anticiperò.
E come Peter, riscoprendosi nel giovane Miles, si è rialzato più forte di prima, è un po’ questo l’augurio che faccio a tutti coloro che vedranno questo film: di ritrovare quella voglia di essere migliori, che magari la vita di tutti i giorni ci ha fatto dimenticare, ma che possiamo ritrovare, perché, in fin dei conti, ciascuno di noi… è Spider-Man!

Annunci

Pubblicato da

Supaidāman

L'articolista che Geek-o merita, ma non quello di cui ha bisogno adesso.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.